Qemu in salsa piccante, macchine virtuali su protocollo spice

Da alcuni anni, diverse aziende hanno provato a mettere sul mercato soluzioni sulla virtualizzazione del desktop remoto (VDI), basati tutti su un repository di immagini virtuali e trasmessi ai clients con diversi protocolli che vanno da ICA a RDP o VNC, ognuno con le proprie caratteristiche, sfruttando posizioni vettoriali e compressione dei frames per fornire attraverso la rete soluzioni a portata di click.

Cominciamo col dire che Spice funziona solo su sistemi a 64Bit, come d’altronde kvm.

Premetto che non conosco in realtà quanto questo post possa tornare utile, prendetela per semplice prova di laboratorio. Sarebbe interessante però valutarne l’effettiva usabilità.

Interessante questo post sulla versione che RedHat (Virtualization for Desktops) ha proposto utilizzando spice come protocollo di trasporto.

L’utilizzo di spice pare sia abbastanza veloce rispetto ai suoi concorrenti, anche se non c’è molta documentazione in giro, quindi se volete, potete effettuare comparazioni, se avete immagini ISO o qemu da poter dare in pasto al client (spicec, spicy).

Vediamo come è possibile metter su un server basato su Ubuntu che possa fare da serbatoio per le nostre postazioni, aule didattiche o clients datati, che facciano da terminale grafico.

Possiamo seguire la strada della compilazione di qemu-spice oppure usare un repository ppa per installare kvm-spice.

Nel secondo caso seguendo questo post l’autore ci suggerisce di aggiungere il repo ppa:

sudo add-apt-repository ppa:serge-hallyn/spice2
sudo apt-get update
sudo apt-get install qemu-kvm-spice spice-gtk

In effetti per una prova è già sufficiente, vediamo invece cosa ci occorre se partiamo dai sorgenti. Seguendo questa guida, compiliamo nell’ordine libcacard. spice-protocol, celt 0.5.3 (richiesta), spice, qemu (prendetevi un caffè, anzi potete pure pranzare).
L’archivio dei sorgenti, comprensivo dei binari compilati, lo potete scaricare da qui, (177MB) ma non è più ne meno quello che c’è nella guida, solo che a compilarlo c’è più soddisfazione 😀

A questo punto, vediamo come possiamo far partire la nostra immagine e a collegarci con il client in remoto. Per semplicità ho usato delle immagini ISO, ma naturalmente qualunque immagine, img, qcow, è usabile,

se abbiamo seguito la guida e compilato dovremmo avere su /usr/local/bin una serie di qemu-*
quindi da terminale già possiamo usare qemu per far partire una macchine a 32 bit:

$ qemu-spice -spice port=5931,password=rescue -cdrom /Software/ISO/SysRescueCD/systemrescuecd-x86-2.2.1.iso -vga qxl -device AC97 -usbdevice tablet -m 512 -enable-kvm -net nic -net user

sul client possiamo usare spicec da console o spicy (spice-gtk) per accedere al server su porta 5931 con password rescue.

per macchine a 64 bit invece:

$ /usr/bin/kvm-spice -cdrom /Software/ISO/Ubuntu/ubuntu-11.04-desktop-amd64.iso -spice port=5931,password=ubuntu -vga qxl -device AC97 -usbdevice tablet -m 512 -enable-kvm -net nic -net user

da un altra macchina, o puntando a localhost, spicy ci farà apparire la macchina remota sul nostro desktop, mentre da terminale possiamo usare spicec

spicec -h 192.168.1.22 -p 5931 -w ubuntu

Mi piacerebbe sapere se questa è una strada percorribile o se è stata abbandonata, nel caso sia stata mai intrapresa.
Enjoy 🙂

3 thoughts on “Qemu in salsa piccante, macchine virtuali su protocollo spice

  1. Ciao, la strada di spice è percorribile poichè Virtual Bridges ha messo a disposizione del mercato internazionale la soluzione VERDE, basata su kvm-spice (di mamma redhat), definita come VDI di 2a generazione.
    Noi siamo i distributori nazionale del prodotto, e di altre soluzione “open source commerciale” per le PMI.
    Se vuoi puoi contattarmi anche per scopo informativo.
    Saluti

    Antonio

  2. Ciao,
    mi sto informando in questi giorni riguardo a spice, l’idea è di virtualizzare i client senza perdere prestazioni multimediali (molti utenti fanno videoconferenze).
    Tu oltre a queste prove ne hai fatte altre in questi mesi?

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