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  1. In bocca a Bill Gates… 😀

    Ah, magari setta i permalink in modo che contengano il titolo dell’articolo così vengono indicizzati meglio dai motori di ricerca.

  2. Ciao, grazie del suggerimento. meglio ora che dopo. Ho dovuto impostare .htaccess per convertire il nutrito numero di posts 😀

  3. Parlando de Debian, a me sembra più che accessibile:
    dbradders@Casa:~$ uname -a
    Linux Casa 3.0.0-1-686-pae #1 SMP Sun Jul 24 14:27:32 UTC 2011 i686 GNU/Linux

  4. anche su ubuntu/debian ‘apt-get’ o ‘aptitude’ lo fanno, si tratta solo di avere i repo giusti.
    In questo caso si parla però di compilazione e creazione del pacchetto deb, cosi come per fedora/centos sarebbe un rpmbuild, insomma molti modi per arrivare al centro del “nocciolo” 😉
    Non credo poi che sia una priorità assoluta avere il 3.0 o meno, ma questo è solo il mio punto di vista.

  5. @Luca
    Credo che dipenda da alcuni fattori, il “collect” e il preload, dovrebbe essere fatto almeno due volte e appena si apre gnome, lanciare i programmi soliti che rientrino nei 120 secondi (tempo che può essere impostato in /etc/e4rat.conf
    Considera però che dipende dal kernel in uso e da quanti servizi vengono caricati all’avvio 😉
    ciao,
    Antonio

  6. scusa, ma il filesystem è ext4? il file /var/lib/e4rat/startup.log contiene i riferimenti ai blocchi? cerca di capire se ci sono servizi attivi prima di fare il test 😉
    Ciao,
    Antonio

  7. il file system e’ in ext4 senza journaling , il comando ls /var/lib/e4rat/ mi da’ startup.log , quindi ok. I servizi attivi non gli ho modificati.
    Ciao

  8. Ciao, sono alle prime armi e ho 2 errori seguendo la tua guida:
    1)quando do make menuconfig
    ho:
    make: *** Nessuna regola per generare l’obiettivo “menuconfig”. Arresto.
    Allora ho fatto:
    cd linux-3.0/ (e dopo ho provato anche in cd linux)
    e di nuovo make menuconfig
    tutto ok, ma se quando faccio “Load an Alternate Configuration File” mi appare la finestra con .config ma mi dice che il file non esiste.

    Grazie, ciao
    Fabio

  9. Ciao,
    se hai scompattato i sorgenti in /usr/src devi posizionarti li, togliere i vecchi riferimenti del link ‘linux’ e ricrearlo:
    ln -s linux-3.0 linux
    Il comando per copiare il file di configurazione è questo, in pratica puoi prendere dalla dir /boot il file config-xx-xx del tuo kernel e copiarlo come .config in /usr/src/linux/
    cp /boot/config-`uname -r` ./.config
    A quel punto da /usr/src/linux puoi lanciare il comando “make menuconfig”, caricare il file .config e salvare.

    PS: è uscito il kernel 3.0.1:

    ftp://ftp.kernel.org/pub/linux/kernel/v3.0/linux-3.0.1.tar.bz2

    ciao,
    Antonio

  10. E’ la prima volta per me da queste parti ma ti faccio tanti auguri per la riuscita del tuo Blog! C’è bisogno di più linux nel mondo!

  11. Ciao, la strada di spice è percorribile poichè Virtual Bridges ha messo a disposizione del mercato internazionale la soluzione VERDE, basata su kvm-spice (di mamma redhat), definita come VDI di 2a generazione.
    Noi siamo i distributori nazionale del prodotto, e di altre soluzione “open source commerciale” per le PMI.
    Se vuoi puoi contattarmi anche per scopo informativo.
    Saluti

    Antonio

  12. Salve,
    Vorrei sapere se e possibile da vbox creare una iso installabile, ovvero creando delle virtualizzazioni ad hoc potrei creare delle iso installabili senza dover reinstallare vbox, come se avessi una distro livecd.
    Grazie anticipatamente

  13. @wlater
    Ciao, scusa per il ritardo, ammetto di non seguire molto questo sito.
    Per quanto riguarda la tua domanda non mi è chiaro che vuoi creare delle ISO che abbiano VirtualBox già installato oppure se ti interessa far paritre da una livecd VirtualBox per poter far girare delle VM.
    VirtualBox è facilmente inseribile in qualsiasi distro live, se invece ti occorre che la tua Vm sia trasformabile in ISO, mi pare proprio di no, non potresti sfruttare la decompressione del disco VDI comprensiva di boot.
    Fami capire meglio, se posso cercherò di approfondire il concetto.
    Ciao,
    Antonio

  14. Ciao,
    mi sto informando in questi giorni riguardo a spice, l’idea è di virtualizzare i client senza perdere prestazioni multimediali (molti utenti fanno videoconferenze).
    Tu oltre a queste prove ne hai fatte altre in questi mesi?

  15. Ho dovuto un po’ riadattare le istruzioni per Ubuntu 12.04, ma a quanto pare ha funzionato. 🙂 I secondi precisi non li saprei dire, paradossalmente il wireless si carica dopo in dmesg, però complessivamente mi sembra più veloce l’avvio, e anche il caricamento di Unity. 😉

  16. @Lazza
    scusa il ritardo, non riesco a seguire tutto. Mi piacerebbe sapere cosa intendi per “riadattare”. Ciao, Antonio

  17. Se non ricordo male qui “aggiorniamo grub e riavviamo in modalità single (ripristino)” hai dimenticato di dire che prima ci vuole un riavvio “normale” così il software raccoglie i dati, e poi un altro riavvio per andare in modalità testuale. Io comunque non ho usato la modalità single perché mi dava problemi, ho optato per andare in tty. 🙂

  18. A dire il vero, essendo passato qualche mese, non ricordo e forse hai ragione tu, potrei aver scritto male.
    Anche se mi pare che il collect dei dati “init=/sbin/e4rat-collect” passato come parametro a grub al boot avviene comunque. Rimane il fatto che questa strada non è stata percosa finora anche se, secondo me, apporta lievi vantaggi.
    ciao,
    Antonio

  19. Ciao,
    io ho un pc asus su cui è installato windows 7 ma partizionato in GPT.
    Vorrei installarci sopra anche ubuntu e avere la possibilità di scegliere il sistema operativo con grub.
    Ovviamente l’instalalzione guidata di ubuntu mi vede l’hd totalmente vuote e da formattare
    Nella guida hai spiegato come risolvere il problema ma mi chiedo se poi grub riuscirebbe a rilevare windows o meno

  20. @Francesco
    il problema non è grub, Ubiquity tentra di usare fdisk immagino.
    Credo che tu debba prima partizionare il disco magari usando gparted e poi l’installazione dovrebbe rilevare le corrette partizioni.
    Non mi assumo la responsabilità, ma potresti fare il boot con sysrescuecd che contiene gparted aggiornato e con questo ridimensionare il disco.
    Ovvio che ci potrebbe sempre essere una percentuale di rischio.
    Prova prima a vedere se usando il comando
    gdisk -l /dev/sda
    riesci a vedere lo stato del disco con la tabella GPT 😉

    Fammi sapere.
    Ciao,
    Antonio

  21. complimenti x il lavoro del tuo blog . . ah condivido senza riserve la stupidità dell’essere umano i ns politici sono un esempio palese e inconfutabile . . w la libertà dello spirito_ auguri @